EMILY BRONTE- 1818-Thornton, Regno Unito -1848
Emily Jane Brontë, nota anche con lo pseudonimo di Ellis Bell, è stata una scrittrice e poetessa inglese, famosa per il suo unico romanzo Cime tempestose, unanimemente riconosciuto come uno dei classici della letteratura inglese del XIX secolo




IO SONO L' UNICA IL CUI DESTINO

Io sono l’unica il cui destino
lingua non indaga, occhio non piange;
non ho mai causato un cupo pensiero,
né un sorriso di gioia, da quando sono nata.
 
Tra piaceri segreti e lacrime segrete,
questa mutevole vita mi è sfuggita,
dopo diciott’anni ancora così solitaria
come nel giorno della mia nascita.
 
E vi furono tempi che non posso nascondere,
tempi in cui tutto ciò era terribile,
quandola mia triste anima perse il suo orgoglio
e desiderò qualcuno che l’amasse.
 
Ma ciò apparteneva ai primi ardori
di sentimenti poi repressi dal dolore;
e sono morti da così lungo tempo
che stento a credere siano mai esistiti.
 
Prima si dissolse la speranza giovanile,
poi svanì l’arcobaleno della fantasia;
infine l’esperienza mi insegnò che mai
crebbe in un cuore mortale la verità.
 
Era già amaro pensare che l’umanità
fosse insincera, sterile, servile;
ma peggio fu fidarmi della mia mente
e trovarvi la stessa corruzione



NON E' VILE LA MIA ANIMA

Non è vile la mia anima
 non trema nella tempestosa sfera del mondo
 vedo risplendere la gloria celeste
 risplende così la mia fede armandomi contro ogni paura
 
O Dio nel mio cuore,
 onnipotente, onnipresente Divinità
 vita, che in me riposa,
 come io, Vita Immortale, ho forza in te.
 
Vane sono le mille convinzioni
 vive nel cuore degli uomini, inesprimibilmente vane,
 come erba avvizzita non hanno forza,
 come la pigra schiuma tra le libere onde
 
Per suscitare dubbi in chi crede
 così intensamente alla tua infinità
 in chi con tanta certezza si regge
 alla salda roccia dell'immortalità
 
Con amore che tutto abbraccia
 il tuo spirito anima gli inni dell'eternità
 pervade ed in alto si libra,
 muta, sorregge, dissolve, crea e serba la vita
 
Se terra e luna svanissero
 se cessassero di esistere soli e universi
 se tu solo esistessi
 ogni esistenza esisterebbe in te
 
Non vi è spazio per la morte
 non un solo atomo che la sua forza possa annientare
 poichè tu sei Essenza e Respiro
 e quel che tu sei non può venire distrutto



COME RISPLENDE LUMINOSA

Come risplende luminosa! Quieta
 io giaccio al riparo della sua luce;
 mentre cielo e terra sussurrano:
 "Ridestati, domani, sogna questa notte".
 Si, vieni, Fantasia, mio amore fatato!
 Sfiori il tuo bacio la mia fronte ardente;
 chinati sul mio letto solitario
 portatrice di pace, portatrice di gioia.
 
Il mondo si allontana; addio, mondo oscuro!
 Cupo mondo, nasconditi sino al mattino;
 il cuore, che tu non puoi tutto soggiogare,
 dovrà resistere, se indugi ancora!
 
Non dividerò, no non dividerò il tuo amore;
 per il tuo odio avrò solo un sorriso;
 le tue pene feriscono - dilaniano i tuoi torti,
 ma le tue menzogne, no, non possono ingannare!
 Contemplo la luce delle stelle
 alte su di me, in quel placido mare,
vorrei sperare che ogni pena
nota al creato, in te si racchiuda!
 
Tale sarà il mio sogno in questa notte;
 sognerò che il cielo delle sfere gloriose
 ruoti lungo il suo corso di luce
 in una gioia infinita, nel corso di anni eterni;
 sognerò che non vi sia un mondo, lassù,
 lontano quanto l'occhio può spaziare,
 in cui la saggezza rida dell'amore, o la virtù si prosterni all'infamia;
 
In cui, torturata dai colpi del fato,
 la vittima dilaniata sia costretta al sorriso;
 a opporre la pazienza al suo odio,
 covando in cuore l'aspra ribellione.
 In cui il piacere conduca sempre al male,
 e invano ammonisca l'iinerme ragione;
 e la verità sia debole e forte l'inganno;
 e la guioia la via più certa al dolore;
 e la pace, letargia della pena;
 la speranza, fdenomeno dell'anima;
 e la vita, fatica vuota e breve;
 e morte, la tiranna di tutto!



RIMEMBRANZA

Freddo nella terra - pesa su te la neve profonda,
 lontano, lontano, isolato, freddo nella tetra tomba!
 Ho dimenticato, mio unico amore, di amarti,
 divisa infine dall'onda del tempo che tutto divide?
 
Non vagano più, in solitudine, i miei pensieri
 oltre le montagne, là, sulle sponde del nord,
 riposando le ali dove erica e felci, per sempre,
 per sempre nascondono il tuo nobile cuore?
 
Freddo nella terra - e il gel odi quindici inverni,
 da quelle scure colline, si è sciolto in primavera:
 si, è fedele lo spirito che ancora ricorda
 diopo tali anni di mutamenti e sofferenze.
 
Dolce amore della giovinezza, perdona, se ti dimentico,
 mentre la corrente del mondo mi trascina;
 altri desideri, altre speranze mi chiamano,
 speranze che offuscano, ma non recano offesa!
 
Non una nuova luce si è accesa nel mio cielo,
 non un nuovo mattino è mai sorto per me;
 la gioia della mia vita veniva dalla tua cara vita,
 la gioia della mia vita è nella tomba con te.
 
Ma, quando perirono i giorni dorati del sogno
 nè la disperazione poteva ancora distruggere;
 imparai allora che si può amare l'esistenza,
 e darle forza e nutrirla, privati della gioia.
 
Allora frenai le lacrime della vana passione -
svezzai il mio giovane spirito dal desiderio del tuo;
 gli negai il desiderio bruciante di correre
 in quella tomba che già era più che mia.
 
E ancora non oso lasciarlo languire,
 non oso accogliere l'estasi e la pena del ricordo;
 se bevessi a fondo di questa angoscia sublime,
 non potrei più cercare il vuoto mondo.



LA NOTTE SI ADDENSA ATTORNO A ME

La notte si addensa attorno a me
 selvaggio e gelido soffia il vento
 ma una magia implacabile mi ha vinto
 e non posso non posso fuggire.
 
Alberi giganteschi piegano i rami spogli gravi di neve
veloce la tempesta si fa vicina
 pure non posso fuggire
 
Nuvole e nuvole su di me
 deserti e deserti ai miei piedi
 nessun terrore potrà allontanarmi
 non voglio non posso fuggire



PARLA DI ME

Deve rispondere la luce del tuo sguardo,
 ora che la ragione, con occhi sdegnosi,
 irride alla mia piena sconfitta!
 La tua lingua di miele deve parlare per me
 e dire perchè io ti abbia scelto!
 
La severa ragione viene al giudizio,
 vestita delle sue vesti più cupe:
 sarai muto tu, mio difensore?
 No, angelo radioso, parla per me,
 spiega perchè io abbia scagliato lontano il mondo.
 
Perchè con tanta ostinazione ho evitato
 il comune sentiero che ognuno ha seguito,
 perchè ho percorso una strada sconosciuta,
 ignorando a un tempo potere e ricchezza -
 le ghirlande della gloria e i fiori del piacere.
 
Un tempo apparivano creature divine;
 un tempo forse udirono i miei voti,
 e sui loro altari videro le mie offerte;
 ma, doni senza amore non sono apprezzati,
 e i miei vennero disprezzati giustamente.
 
Con un cuore pronto ho giurato
 di ignorare i loro altari di pietra;
 ho consacrato il mio spirito ad adorare
 te, creatura fantasma, onnipresente;
 mio schiavo, mio compagno e mio re,
 
Schiavo, perchè ancora ti governo;
 ti piego alla mia volontà che vuol mutare,
 rendo buono o cattivo il tuo influsso:
 compagno, perchè la npotte e il giorno
 tu sei la mia intima delizia, -

Pena tanto amata che lacera e ferisce
 e strappa dalle lacrime un grido di gioia
 offuscando per me ogni terrena cura;
 tuttavia, re, se pure la prudenza
 ha insegnato alla tua schiava a ribellarsi.
 
Sono in torto se mi inchino a venerare
 là dove la fede non ha dubbi, nè la speranza dispera,
 poichè la mia stessa anima può esaudire la preghiera?
 Parla, dio delle visioni, parla per me,
 spiega perchè io ti abbia scelto!



PIU' FELICE QUANDO SONO PIU' LONTANA

Più felice sono quando più lontana
 porto la mia anima dalla sua dimora d'argilla,
 in una notte di vento quando la luna brilla
 e l'occhio vaga attraverso mondi di luce
 
Quando mi annullo e niente mi è accanto
 né terra, né mare, né cieli tersi
 e sono tutta spirito, ampiamente errando
 attraverso infinite immensità.