GOTTFRIED BENN  1886-1956


        


POI

Quando, conosciuto giovane, un volto
cui si rapì coi baci fulgore e pianto,
al primo tratto di vecchiezza si sia vòlto,
avendo col vivere scontato il primo incanto.

Arco, che un tempo infallibile scoccava,
freccia rosso/piumata che nell’azzurro era sospesa,
e pur con i cembali ogni Lied risuonava:
“Prati a sera” – “Coppa di bagliori accesa”

Al primo tratto già il secondo si è associato,
già sulla fronte, ahimè, si tiene all’erta
l’ora ultima, l’ora deserta
poi è notte, su tutto il viso amato



FIDANZATA DI NEGRO

Su cuscini di cupo sangue giaceva poi
la bionda nuca d'una bianca donna.
Infuriò il sole nei capelli e a lungo
lambì le cosce sue lucenti e intorno
cadde in ginocchio ai seni più bronzini,
da vizio e figli ancor non guasti.
A lei vicino un negro: spaccati occhi
e fronte dallo zoccolo di un cavallo.
...
Ma lei giù distesa come una fidanzata dormiva:
all'orlo della gioia sua del primo amore
e come alla vigilia di molte ascensioni celesti
del giovane caldo sangue.
Fino a quando
il coltello le fu affondato nella bianca gola
e intorno ai fianchi le venne gettato di morto
sangue un grembiule purpureo.



TUTTO IN SANGUE ESTRANEO

Sazio sono io della mia sete d’isole,
del morto verde, dei muti greggi;
divenire voglio una riva, un piccolo golfo,
un porto di belle navi.
Da Uomini vivi con caldi piedi
percorsa vuol sentirsi la mia spiaggia;
in bramosia d’offerta la sorgente
mormora e a gole vuol dar refrigerio.
E tutto in sangue estraneo vuol levarsi
e in un diverso fiammeggiar di vita
annegare il suo anelito
e restare in se stesso nulla vuole.



UNA PAROLA

Una parola - : emergono dai segni
vita che ha forma, senso improvviso,
si ferma il sole, tacciono le sfere
e tutto intorno ad essa si concentra.

Una parola - una luce, un volo, un fuoco,
getto di fiamme, parabola di stelle -
e poi di nuovo il buio, senza fine,
nel vuoto spazio intorno al mondo e all'io.



COLUI CHE E' SOLO

Colui che è solo è anche nel mistero
e sempre sta nel fiume delle immagini,
del loro generarsi, germinarsi,
anche le ombre hanno questo fuoco.

Gravido di ogni strato è nel pensiero
di ogni strato ricolmo e non disperso,
in suo potere ha l'annientamento
di ogni umano che si nutre e si accoppia.

Impassibile egli vede la terra
un'altra farsi da quella che fu sua,
non più "muori" e non più "divieni":
la perfezione, immobile, lo guarda.



POESIE STATICHE

Staticità
è la profondità del saggio,
i figli e i figli dei figli
non lo toccano,
non possono turbarlo.

Professare opinioni,
agire,
arrivare e partire
sono il segno di un mondo
che non ha idee chiare.
Davanti alla mia finestra
- così dice il saggio -
c'è una valle
in cui si raccolgono le ombre,
due pioppi segnano la strada
tu sai - per dove.

Prospettivismo
è un'altra parola per la sua statica:
porre alcune linee,
continuarle
secondo leggi di tralci -
sprizzare tralci -,
e stormi e corvi gettare
nel primo rosso di cieli di inverno,
e lasciar tutto cadere -
tu sai - per chi.



APRE'LUDE

Devi saperti immergere, devi imparare,
una volta è felicità, un'altra vergogna,
non abbandonare, non puoi allontanarti
quando all'ora viene meno la sua luce.

Resistere, aspettare, una volta a fondo,
un'altra sommerso e ammutolito,
curiosa legge, non sono scintille,
non solo - guardati intorno:

la natura vuole le sue ciliegie
anche da pochi bocci in aprile
e conserva la sua frutta
silenziosa fino agli anni buoni.

Nessuno sa dove si nutrono i germogli,
nessuno, se mai la corona fiorisca -
resistere, aspettare, concedersi,
oscurarsi, invecchiare, aprèslude.


                   

MUSICA
Brian Crain - Rain