OVIDIO





Quando risorge in me la tristissima immagine di quella notte
che fu l'ultima ora a me concessa in Roma,
quando rivivo la notte in cui lasciai tante cose care,
qualche lacrima ancora mi scorre dagli occhi.
E già le voci degli uomini e dei cani tacevano;
e la luna alta nel cielo reggeva i cavalli notturni.
Io la guardavo lassù, e poi guardavo i templi capitolini, che inutilmente furono vicini al nostro Lare




E speriamo che le nostre anime muoiano col corpo e che nessuna mia parte sfugga all'avido rogo,
perché se lo spirito, immune da morte, se ne vola via in alto negli aerei spazi e
le parole del vecchio di Samo risultano vere, la mia ombra romana vagolerà
fra le ombre dei Sàrmati e sarà sempre straniera fra selvaggi mani.




Donne pure sono soltanto quelle che non sono state desiderate.
Un uomo che si adira per gli amori di sua moglie, è uno zotico





In amore, i veleni più amari stanno nascosti sotto i mieli più dolci.






« Due crimini mi hanno perduto, un carme e un errore:

di questo debbo tacere quale è stata la colpa »



MUSICA : SUONATA PER CETRA