Rosa  Staffiere





Come una rosa

Mi guardò, s'innamorò m'accarezzò, mi baciò
mi spogliò come una rosa.
Mi portò nella valle
scompigliati i capelli

mi sentii libera libellula
e la bellezza del Creato
negli occhi si specchiò.
Amavo quell'uomo ed egli mi amava
la valle dei nostri sospiri risuonò
udimmo per incanto di Pan
la zampogna e vedemmo
fauni e driadi danzare.
Stanca la libellula sull'erba riposò






Ho visto sorgere il sole

Dalle rocce sonnolente ho goduto
di un grande spettacolo
io, unico spettatore in un teatro vuoto
ho visto sorgere il sole.

C'era un leggero vento fra le fronde;
lassù nell'arco concavo
in opalescenza grigiastra si dissolveva
l'oscurità e lento appariva il turchino.
E' stato un attimo:
ed ecco il clangore del cocchio dorato
lanciare nuvole biancastre
e vuote e poi un baluginìo di arancio
l'est si arrossa la notte arretra
appare tra un crepitìo d'oro
il sole, dell'universo gran motore.
Panni si desta alla carezza del raggio dorato
palpitando freme di nuova vita






Io ti guardo

lo ti guardo dormire e vegliare
ti guardo tacere e sospirare
e continuo ad amare, il tuo silenzio e il parlare.
Nel bene e nel male
insieme sempre nel destino fatale!
Ora siam qui, uniti

e mai fummo così lontani e smarriti
con i tuoi silenzi infiniti
con lo sguardo lungo e perduto
nel sidereo silenzio assoluto
e quando io cerbiatto sparuto
mi rifugio tra le tue braccia
s'inumidisce la faccia
so che son lacrime di dolore
poi che ti vedo già assente
solitario e ferito, languente, ti ritieni perdente.


Ignori, mio caro, l'essenza
della piena e fruttuosa esistenza
e mai per un istante l'assenza
della tua ombra o quercia frondosa
con rami forti su cui la nidiata si posa.

n sua vece primeggia ora un cespuglio .
di rovi con spini invasivi qual loglio
ogni cuore ogni mente in subbuglio

e siam come erba riarsa di luglio.


E' rada la tua chioma bionda
la conchiglia più.non registra l'onda
lo sciabordar del mare e il sussurro
lontano è il tuo sguardo azzurro.


Ora siam tremuli uccelli incalzati da paura
noi tallonati dal tempo e dalla sua misura
che tutto logora e tutto usura, e quel tarlo protervo e crudo
disfa di nodo in nodo
il tappeto della nostra esistenza
con perenne incessante sofferenza.







Eccomi  Amore

Eccomi, Amore
son pronta a riveder Posillipo
e senza intralci scenderò
allegramente dalla declività
dolce e ombrosa
e tu mi offrirai la rosa rossa
che mi parlerà del tuo ardore.
Son belli gli incontri tra mare e cielo
cielo e mare e non pensare agli altri
e al vivere quotidiano.
E moderna Euridice
dal tuo canto sarò rapita,
ma per me non varcherai la soglia
dell'Averno, poi che a te
per l'eternità sarò avvinta.







All' amato

L'Amato mio, racchiude
l'universo; è il sole
che illumina i giorni miei e li riscalda
nei suoi occhi vedo mare e cielo

il suo sorriso la stella
che brilla nella sera;
il tuono e la tempesta
sono l'ira e lo sdegno;
le bonacce e il sereno
quando è calmo.
Egli è primavera e fiorisce
sul mio volto il sorriso;
e inverno quando raggela
l'atmosfera intorno col suo silenzio.





Amaro dicembre

Son venuta da te, mio caro
ma son stata fermata dal vento
che bizzarro e dispettoso
s'incrociava con gocciole sottili
sferzanti e l'anima mia
è diventata fredda, sorda.
Indifferente il cespuglietto di rose
gialle accarezzava il tuo nome
su quel nero muro di cemento.
La lacrima sul ciglio dal vento
marmorizzata, in gola si è strozzato
il grido; perché mio sposo mi hai lasciato?
Non ti ho forse amato sempre e ognora?
Ma la Morte ignora dedizione e amore.
Perché questo amaro Dicembre
mi raggela oscurandosi, perché non posso
starti accanto, perché questo vento
annuvola i miei occhi e non posso guardare
lo spazio lontano, mentre il mio cuore geme?





Come nacque il nostro amore

Fu al finir dell'estate
e già si annunciava il dolce autunno
io non ti aspettavo
ma di te parlavo
quando sotto il verone
colmo di gerani, novello Romeo
passasti con l'andar
tuo dinoccolato.
Non ti chiedesti il perché del richiamo
entrasti e io ero là tremante
in quella stanza a te apparvi Giulietta
(me lo dicesti poi) timido fiore
e fosti il sole che lo riscaldò.
Imbevuta di te, m'infiammai
sul tuo petto mi abbandonai
non ci furono molte parole
tra noi, abbracciati uscimmo
il nostro passo lieve danzante
nella mente uccelli che cantavano
il mio cuore turbato, folle, chiassoso
s'inebriò di splendore vermiglio
e già si avvicinava la sera.
Sera così tenera, fata benefica
sera magica quando sotto l'antico arco
fummo uniti nel primo bacio.
Sera mirabile, poi che guardandomi
negli occhi mi dicesti
"Ti voglio bene".




Primo appuntamento


Scorre nelle vene un fuoco
ricordando il primo appuntamento
e odo come una voce nel vento
e risento sul viso un respiro fioco.
Il fotogramma scorre veloce
e porta via l'amore detto sottovoce
ma del primo bacio sento l'ebbrezza.
Amore mio primo e unico della giovinezza.
Vedo nell'aria il gesto della mano
quando ti dava la carezza
e pur se é un ricordo lontano
in me si scioglie il velo di tristezza





La vita è breve


La vita breve e rapida
trascorre come un torrente
o come un lampo nel cielo.

Senti il rumore vedi il lampo
socchiudi gli occhi abbagliati

E così tra le lusinghe e sogni
ingannatori il mondo s'avvolge
nelle ragnatele del tempo
ed è come un macaco
al guinzaglio del suo padrone.






Non credere


Guarda la mia anima
con occhio attento
e non esser pronto a sentenziare.

Quando ballo e rido
non credere a quel che vedi
quando ti parlo con aspro tono
non credere a quel che dico.

E' solo vuota esteriorità
fragile involucro.

Ascolta solo quello che non dico

Vedi solo
quello che io non faccio






Il mandorlo in fiore

Già il verde nella campagna
cambia gioioso il colore
di fresca rugiada si bagna
il mandorlo è in fiore.

Si cela il timido odore
della viola sulle prode
va nell'aria la nota del cantore
scende rumoroso il rio per le crode.

Ma il cuor mio non ode
il festoso antico gorgoglìo
né l'aere azzurro, lontano
mi fa sentir meno rio
quest'irto percorso umano.

Che m'importa del profumo
della violetta timida e gentile
se ogni pensiero in nero fumo
avvolto mi riporta l'immagine senile?

Che m'importa se a fiorire
son le rose maestose e aulenti
se ogrn gIorno mI sento un po morire
né gioia m arrecano i concenti
che m'importa dei tremuli accenti
dei garruli implumi uccelli
che lieti saltan negli arboscelli
se son fuggiti i tempi belli?

Ora che son radi i tuoi capelli
che come neve cadono a fiocchi
generando timor nei nostri occhi
disorientati diventiam come fuscelli?






Il ritegno è parola

L'amore sta nelle finte
durezze
nelle segrete indulgenze.

Il momento migliore è
nel sussulto improvviso
nel veder apparire l'amato
l'ora in cui la bocca chiusa
col solo pudore tanto ti dice
e il cuore si apre
come bocciolo di rosa:
l'ora tenera
dove il ritegno
è parola.





Il ritegno è parola

L'amore sta nelle finte
durezze
nelle segrete indulgenze.

Il momento migliore è
nel sussulto improvviso
nel veder apparire l'amato
l'ora in cui la bocca chiusa
col solo pudore tanto ti dice
e il cuore si apre
come bocciolo di rosa:
l'ora tenera
dove il ritegno
è parola.