SAN VALENTINO


  



I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

Jacques  Prevert





Paris at night

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia

Jacques Prevert




Non ho bisogno di tempo

Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere là dove taci
o nelle ore in cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi...
 Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto ed ora...
sei così anticamente mia
da tanto tempo ti conosco
che nel tuo amore chiudo gli occhi
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura...

Pedro Salinas





Lettera a Michele Pierri

Tu mi parli della tua vita e dell'angelo
che ha lasciato in te il profumo della presenza,
tu mi parli di solitudini
e di antiche montagne di memorie
e non sai che in me risvegli la vita,
non sai che in me risvegli l'amore,
parlandomi di una donna.
Io penso a quella che fui
quando morii mill' anni or sono
e adesso tua discepola e canto,
scendo giù fino al Golfo
a toccar la tua ombra superba,
o stanco poeta d'amore
fissato a una lunga croce.

Alda Merini







A Elena

La tua bellezza Elena è per me.
Come quei legni di Nicea d'un tempo.
Che adagio per un odoroso mare
Portavano lo stanco e tediato viaggiatore
Alla riva natia.

Per mari disperati abituato a errare,
I tuoi capelli di giacinto, il puro viso,
Le grazie tue di Naiade mi han riportato
Alla gloria che fu di Grecia
Alla grandezza di Roma.

Ed ecco! nella nicchia splendente
Simile ad una statua tu m'appari
Con la lampada d'agata in mano!
Ah Psiche, venuta da quelle regioni
Che sono Terra Santa!

Alan  Poe





Qui ti amo


Qui ti amo.
Tra pini scuri si srotola il vento.
Brilla fosforescente la luna su acque erranti.
Passano giorni uguali, inseguendosi l'un l'altro
,

Si dirada la nebbia in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte mi alzo all'alba e persino la mia anima è umida.
Questo è un porto.
Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.
Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.
A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,
che corrono sul mare dove non arriveranno.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
 Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.
Si stanca la mia vita inutilmente affamata.
Amo quel che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia lotta con lenti crepuscoli.
Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi.
La luna proietta la sua pellicola di sogno.
Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi.
E poichè io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche.

Pablo Neruda






Felicità raggiunta

Felicità raggiunta, si cammina
per te su fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina,
e dunque non ti tocchi chi più t'ama
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiarì, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale





Amore

Come chi gioia e angoscia provi insieme
gli occhi dI lei così m'hanno lasciato.
Non so pensarci. Eppure mi ritorna
più e più insistente all'anima
quel suo fugace sguardo di commiato.
E un dolce tormento mi trattiene
dal prender sonno, ora ch'è notte e s'agita
nell aria un che di nuovo.
Occhi di lei, vago tumulto. Amore,
pigro, incredulo amore, più per tedio
che per gioco intrapreso, ora ti sento
attaccato al mio cuore (debol ramo)
come frutto che geme.
Amore e primavera vanno insieme.

Quel fatale e prescritto momento
che ci diremo addio
è già in ogni distacco
del tuo volto dal mio.
Cosa lieve è il tuo corpo!
Basta ch'io l'abbandoni per sentirti
crudelmente lontana.
Il più corto saluto è fra noi due
un commiato finale.
Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo
così, senza speranza.
Se tu sapessI com'è già remoto
il ricordo dei baci
che poco fa mi davi,
di quel caro abbandono,
di quel folle tuo amore ov'io non mordo
che sapore di morte.

Vincenzo Cardarelli





1931

Tonda quel tanto che mi dà tormento,
La tua bocca coscia distaccata di sull'altra...
Dilati la tua furia un'acre notte!

G. Ungaretti



Stelle


Tornano in alto ad ardere le favole.

Cadranno colle foglie al primo vento.

Ma venga un altro soffio,
Ritornerà scintillamento nuovo

G.Ungaretti





Canto

Rivedo la tua bocca lenta
(Il mare le va incontro delle notti)
E la cavalla delle reni
In agonia caderti
Nelle mie braccia che cantavano,
E riportarti un sonno
Al colorito e a nuove morti.

E la crudele solitudine
Che in sè ciascuno scopre, se ama,
Ora tomba infinita,
Da te mi divide per sempre.

Cara, lontana come in uno specchio..

G. Ungaretti

.




Preludio



Magica luna, tanto sei consunta
Che, rompendo il silenzio,
Poggi sui vecchi lecci dell'altura,
Un velo lubrico.
 
G. Ungaretti




Silenzio stellato

E gli alberi e la notte
Non si muovono più
Se non dai nidi


G. Ungaretti






Amore

Amatevi fin d'ora
e non fate finta amatevi subito
e quando suonerà l'ora lasciatevi da buoni amanti
e poi ritrovatevi se il cuore ve lo dice
 buoni amici per molto tempo
molto a lungo nella vita

E' un messaggio che Prevért  ha lasciato  nei suoi  versi affascinanti, un messaggio che ci ripropone
la sua autentica voce di poeta d'amore. Non di un amore in particolare, ma dell'amore in generale come
forza capace di ricomporre e risolvere  ogni problema, che sorge spontaneo dal cuore

J. Prevert





M' ama o non m' ama

M'ama, non m'ama. Senza uccider fiorii,
dirmi così da tutto l'universo
ascolto sempre e dal mio core istesso;
starò a veder su qual dei due si ferma.
No, non domando al fior. Se il fior sapesse
gli chiederei soltanto s'è felice.
Ma il fior l'ignora, e chi potrebbe dirlo
mi niega per pietà questo conforto.

Un pensier mi ferisce. E se il poeta
s'accendesse d'amor per le soavi
figure ch'egli crea! Strano pensiero!
Davver di questi non ne avevo un tempo.

Tenevo il viso fra le palme ascoso

Tenevo il viso fra le palme ascoso.
Star con lui mi pareva, essergli unita
da lungo tempo, ed ei mi domandava
di quegli anni lontani, amari tanto.
lo tutto tutto gli dicevo. Alfine
tolsi le man dal viso, e nello specchio
guardai se i miei capelli erano bianchi.

Antonio Fogazzaro






Gli innamorati

Toccati da mani fatate
sono gli innamorati
un elemento magico
li avvolge misterioso
e vedono palpitare le pietre
e tutto quel ch'è inanimato.
Fatali son gli innamorati
che languono al canto d'usignolo
danzante nel fruscio del bosco,
mansueti son come caprioli.
Fatali son gli innamorati
che fremono nell'avanzante alba
piangenti nel sanguinante tramonto
e gementi alla carezza di un salice
e di notte sognano che la morte
li trovi avvinti
dalla stessa nostalgia.

Rosa Staffiere





Idillio

Tu volevi che ti dicessi
il segreto della primavera.

Ed io sono per quel segreto
del tutto simile all'abete.

Albero che con mille ditini
indica mille piccole vie.

Non ti dirò mai, amore mio,
perchè scorre così lento il fiume.

Ma porrò nella voce che stagna
il cielo cinereo del suo sguardo.

Girami intorno, bella moretta!
Ma stai attenta alle mie fogliette!

Girami intorno e ancora intorno,
giocando alla noria dell'amore.

Ah! non posso dirti, anche volendo,
il segreto della primavera

Garcia Lorca




Ne li occhi porta la mia donna Amore

Ne li occhi porta la mia donna Amore,
per che si fa gentil ciò ch'ella mira;
ov'ella passa, ogni uom ver lei si gira,
e cui saluta fa tremar lo core,
si che, bassando il viso, tutto ismore,
e d'ogni suo difetto allor sospira:
fuggedinnanzi a lei superbia ed ira;
aiutatemi, donne, farle onore.
Ogne dolcezza e ogne pensiero umile
nasce nel core a chi parlar la sente;
ond'è laudato chi prima la vide.
Quel ch'ella par quand'un poco sorride,
non si può dire, nè tenere a mente,
si è nuovo miracolo e gentile

Dante Alighieri





Amor mio non dire niente


Amor mio non dire niente lascia cadere queste due
parole nel silenzio
Come una pietra a lungo lisciata fra i palmi delle mie
mani
Una pietra veloce e pesante una pietra
Che cada nel profondo della nostra vita
Questo lungo percorso che ha fatto per trovare
soltanto l'abisso
Questo interminabile tragitto senza altro rumore che
la durata
E dal non sentire nessun'acqua lontana nasce una
sorta di spavento
Nessuna superficie colpita nessun rimbalzo di pareti
Niente l'universo altro non è che attesa e ho preso la
tua mano
Nessuna eco essa cade e per quanto tenda l'orecchio
Niente nemmeno un sospiro una parvenza di suono
Più cade e più attraversa le tenebre
Più la vertigine cresce più ratta è la sua notte
Nient'altro che il peso precipite l'impercettibile
Canto perduto
La meraviglia fuggita via strappata e osteggiata
Forse già O no Non ancora amore
Soltanto l'intollerabile ritardo smisurato
Dal sicuro annientamento atrocemente rinviato

Una pietra o un cuore una cosa perfetta
Una cosa finita eppure viva ancora
Che più s'allontana e meno è pietra
Oh pozzo rovesciato dove la preda dall'ombra
sull'uccello s'avventa
Una pietra che pure è uguale a ogni altra
In fin dei conti che si stanca di tutto e finisce con
l'essere soltanto una tomba
Ascolta ascolta Sembra che alla vera del pozzo
Risalga non il grido il cozzo o la rottura
Ma vago e vorticoso incerto spaurito
Un lucore di fondale pallido e puro
Simile ai fantasmi delle fole
Un sembiante di noi stessi forse per l'ultima volta
Ed è come se d'un tratto tutto ciò che fu e ancora
può essere
Avesse appena trovato spiegazione perché qualcuno
Che non s'era visto entrare ha sollevato la tenda alla
finestra


E la pietra laggiù continua a profondità di stella

Adesso so perché sono venuto al mondo
Racconteranno un giorno la mia storia e le sue mille
peripezie


Ma tutto è soltanto un vano agitarsi inganno ghirlande
di una sera in una casa di poveri
Adesso so per che cosa sono nato

E la pietra scende fra le nebulose
Dov'è l'alto dove il basso in questo cielo inferiore
Ciò che ho detto che ho fatto che sono sembrato
Fogliame fogliame che muore e lascia all'albero
soltanto il gesto nudo delle braccia
Ecco davanti a me la grande verità dell'inverno
Ogni uomo ha il destino della favilla Altro l'uomo
non è
Che un'efemera e cosa sono io più di ogni altro uomo
Il mio orgoglio è avere amato

Nient'altro

E la pietra all'infinito precipita nella polvere dei
pianeti
lo sono soltanto un po' di vino rovesciato ma il vino
Testimonia l'ebbrezza nell'aria livida
Nient'altro
Ero nato per le parole che ho detto
Amor mio

Louis Aragon




   





Back