Sandro Penna



Il mio amore

 il mio Amore era nudo
in riva di un mare sonoro.
Gli stavamo d'accanto
- favorevoli e calmi -
io e il tempo.

Poi lo rubò una casa.
Me lo macchiò un inchiostro. lo resto
in riva di un mare sonoro.

 



E' pur dolce ritrovarsi

E' pur dolce il ritrovarsi
per contrada sconosciuta.
Un ragazzo con la tuta
ora passa accanto a te.

Tu ne pensi alla sua vita
- a quel desco che l'aspetta.
E la stanca bicicletta
ch'egli posa accanto a sé.

Ma tu resti sulla strada
sconosciuta ed infinito.
Tu non chiedi alla tua vita
che testare ormai com'è.





Se la notte d'estate

Se la notte d'estate cede un poco
su la riva del mare sorgeranno
- nati in silenzio come i suoi colori -
uomini nudi e leggeri che vanno.

Ma come il vento muove il mare, muovono
anche, gridando, gli uomini le barche.

Sorge sull'ultimo sudore il sole.





Notte

Notte - sogno di sparse
finestre illuminate.
Sentire la chiara voce
dal mare. Da un amato
libro veder parole
sparire... - Oh stelle in corsa
l'amore della vita!



Autunno

Il vento ti ha lasciata un'eco chiara,
nei sensi, delle cose ch'ài vedute
- confuse - il giorno. All'apparir del sonno
difenderti non'sai: un crisantemo,
un lago tremulo e una esigua fila
d'alberi gialloverdi sotto il sole.






Favola

In un salone in cui gridano gli ori
- sorpresi dalla luce dell'aprile -
un re ascolta cento e cento prìncipi.

(Su vivi prati aleggiano taciuti
i canti...? Poi festosamente arriva
il grido umano della ragazzaglia).

Cadono voci e luci al vespro: frali
consistenze in aprile. Il re si perde
entro un lontano battere di ali.





Falsa Primavera

Placidi gatti, amanti
(sul prato l'ora è ferma)
di vetri luccicanti.

Goffamente beati,
da odore di caserma
si spogliano i soldati.

Ma effimero è alle cave
ansie il sole che ami.
Al vespro aspro, è grave
il cielo ai secchi rami.





Sotto il cielo di aprile

Sotto il cielo di aprile la mia pace
è incerta. I verdi chiari ora si muovono
sotto il vento a capriccio. Ancora dormono
l'acque ma, sembra, come ad occhi aperti.

Ragazzi corrono sull'erba, e pare
che li disperda il vento. Ma disperso
solo è il núo cuore cui rimane un lampo
vivido (oh giovinezza) delle loro
bianche camicie stampate sul verde.

                                                                                                     


Il sogno dello scrivano

Suona il vento e la notte sulla gloria
del Ministero scordato sul monte.

Viene l'ora d'amore. Ed è la storia,
Julien, della tua mano all'orizzonte





Vacanze

Già declina l'estate e il plenilunio
porta vigore nuovo. Ed io son solo.

Dalla casa di Baldo, contadino
antico, viene un suono di organetto.
Poi si levan due voci in alta gara.

L'una è virile e l'altra, ancor più bella,
è forse Baldo il giovinetto amico.





 Mi nasconda la notte

Mi nasconda la notte e il dolce vento.
Da casa mia cacciato e a te venuto
mio romantico antico fiume lento.

Guardo il cielo e le nuvole e le luci
degli uomini laggiù così lontani
sempre da me. Ed io non so chi voglio
amare ormai se non il mio dolore.

La luna si nasconde e poi riappare
- lenta vicenda inutilmente mossa
sovra il mio capo stanco di guardare.



E' forse detto

E' forse detto che l'amore umano
vano non debba rimanere mai...
Se la vallata è cosi chiara, il sole
- ormai sul monte - con leggero amore
vi scherza. Né si duole più la terra.